Buoni motivi per mettersi in proprio e diventare padroni di sé stessi

Buoni motivi per mettersi in proprio e diventare padroni di sé stessi

Lavorare come dipendenti di un datore di lavoro non è il sogno di tutti: c’è chi proprio non è disponibile a sottostare agli ordini di qualcun altro e non riesce ad adattarsi alla vita da ufficio. Ecco perché merita di essere presa in considerazione la possibilità di diventare imprenditori in prima persona e lavorare in modo autonomo. Tante sono le motivazioni che possono indurre a una decisione del genere, e magari ci si può lasciar ispirare dagli esempi forniti da persone che hanno seguito questa strada e che sono riuscite a cambiare il mondo. Vi dicono niente i nomi di Sergey Brin, di Bill Gates e di Elon Musk? Ora, sarà improbabile riuscire a ideare un altro motore di ricerca, un altro sistema operativo per i computer o un altro sistema di pagamenti digitali, ma ciò non toglie che mettendosi in proprio si abbia il tempo di far maturare e sviluppare le proprie idee.

Perché diventare imprenditori

Chi diventa imprenditore ha, tra l’altro, l’opportunità di creare un certo numero di posti di lavoro, e questo può essere fonte di soddisfazione e appagamento: per molte persone è un vero piacere essere consci del successo dei propri collaboratori. Insomma, si è gratificati nel dare a giovani e meno giovani l’occasione di crescere, avere uno stipendio, realizzare i propri sogni e costruire una famiglia. 

La componente economica

Chiaramente la componente economica non può essere sottovalutata quando si parla di iniziare a lavorare in proprio. Anzi, a dir la verità in molte occasioni è questa la leva più importante che stimola gli aspiranti imprenditori a intraprendere questa strada. Non che ci sia qualcosa di male in tutto questo, anzi: è una più che legittima aspirazione quella che conduce al desiderio di una certa indipendenza dal punto di vista economico. Si può essere interessati a fare più soldi possibile prima di raggiungere l’età della pensione, o più banalmente si può voler accumulare un determinato capitale per togliersi uno sfizio o inseguire un certo desiderio. Qualunque sia il motore di tale decisione, l’imprenditorialità offre un ottimo punto di partenza per il conseguimento degli obiettivi che ci si propone di raggiungere. E se è vero che i soldi non fanno la felicità, è altrettanto vero che il denaro permette di vivere con più serenità, anche in presenza di eventuali imprevisti che devono essere fronteggiati.

L’orgoglio

L’orgoglio di fare qualcosa per la comunità, il desiderio di sentirsi apprezzati e magari riconosciuti quando si va in giro per strada, il piacere di ottenere dei premi: spesso alla base del desiderio di diventare imprenditori c’è anche un tocco di narcisismo, che non va sicuramente nascosto. I riconoscimenti che si possono ottenere per la propria attività possono essere di vario tipo, in termini di prestigio o anche sul piano economico: l’importante è che non si segua la strada del lavoro autonomo solo per questo motivo, poiché se i risultati all’inizio dovessero tardare ad arrivare il rischio sarebbe quello di sentirsi scoraggiati e demotivati.

Mettere a frutto le proprie capacità

Spesso quando si lavora per un’azienda gestita da qualcun altro non si viene messi nelle condizioni di far emergere le proprie potenzialità e non si è in grado di esprimersi al 100 per cento. Ecco, allora, che può sorgere l’idea di dedicarsi a un’attività imprenditoriale per mettere alla prova le proprie abilità e lasciar sfogare la propria creatività. L’acquisizione di capacità e competenze specifiche può comportare investimenti anche notevoli e sacrifici di non poco conto: arriva un momento in cui è lecito attendersi di essere ripagati.

Il valore dell’esperienza

Quando si è dipendenti, si ha bisogno di un mentore; quando si è imprenditori, si diventa mentori. Forse è racchiusa in questa considerazione la spiegazione del motivo per il quale tante persone a un certo punto del proprio percorso esistenziale avvertono la necessità di prendersi delle responsabilità in prima persona e passare dall’altra parte della scrivania. Il piacere di trasmettere le proprie conoscenze e di favorire la crescita culturale, personale e professionale di altri individui è fonte di grande gratificazione, un’esperienza appagante che non può essere resa a parole. Passare da allievi a docenti vuol dire lasciare una traccia di sé e fornire un piccolo grande apporto in questo mondo.

Fare del bene è possibile

Insomma, c’è chi ambisce a trasformarsi in un imprenditore per riuscire a fare del bene, fermo restando che questo obiettivo può essere conseguito con percorsi e strade differenti. Chi ha un’attività in proprio, infatti, ha l’occasione di verificare come vengono impiegati i profitti aziendali e dove vanno a finire: per esempio, si potrebbe decidere di riservare una parte dei guadagni a un’attività di beneficenza o alla sponsorizzazione di eventi non profit. Chiaramente questo è possibile solo nel momento in cui l’attività inizia a ingranare, ma la prospettiva di poter fare del bene a chi ha bisogno è un ulteriore stimolo per migliorarsi e per crescere.

Il piacere della sfida

Una vita sempre uguale a sé stessa, basata sulla routine di ciò che non cambia mai, è ciò che attende spesso chi ha un lavoro fisso in azienda, a prescindere dalle speranze di promozione che si nutrono. Viceversa, chi abbandona tutto per mettersi in proprio accoglie e accetta una sfida con sé stesso, prima ancora che con gli altri, e si lascia affascinare dal brivido di ciò che è nuovo e non conosciuto. Una esperienza da vivere a 360 gradi, ideale per chi vuole sperimentare e non si accontenta di una quotidianità placida.

Le relazioni sociali

Tra le ragioni che possono indurre a tentare la carta dell’imprenditorialità c’è anche la possibilità di espandere le proprie relazioni sociali, visto che il networking è una parte fondamentale del lavoro di chi gestisce un’attività e la vuole far conoscere. Essendo creature sociali, gli imprenditori si incontrano e intessono rapporti gli uni con gli altri, apprendono dalle esperienze altrui e condividono le proprie speranze e i propri dubbi. Lo scambio, il dialogo e l’interazione sono caratteristiche peculiari della quotidianità di un imprenditore che, di conseguenza, con il passare del tempo vede ampliarsi sempre di più ed espandersi la propria cerchia di conoscenti e, perché no?, di amici. 

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