Accessibilità digitale nelle aziende europee, uno studio rivela le difficoltà delle PMI nell'applicare le nuove regole

Accessibilità digitale nelle aziende europee, uno studio rivela le difficoltà delle PMI nell'applicare le nuove regole

L'accessibilità dei prodotti e dei servizi è entrata nelle strategie di numerose imprese europee, ma trasformare gli obblighi normativi in procedure operative rimane complicato, soprattutto per le realtà di dimensioni più piccole. È quanto emerge da una ricerca pubblicata il 27 ottobre 2026 da AccessibleEU, il centro europeo di riferimento per l'accessibilità sostenuto dalla Commissione europea, che ha raccolto informazioni presso 75 aziende di diversi settori e Paesi dell'Unione.

Lo studio mette in evidenza una distanza tra la crescente conoscenza delle regole e la loro applicazione nelle attività quotidiane. Le imprese riconoscono sempre più spesso l'importanza di progettare prodotti e servizi utilizzabili dalle persone con disabilità, ma incontrano difficoltà quando devono individuare i requisiti applicabili, formare il personale, effettuare verifiche tecniche e integrare l'accessibilità nei processi aziendali.

Il problema riguarda direttamente l'European Accessibility Act, la direttiva europea i cui requisiti hanno trovato applicazione a partire dal 28 giugno 2025. A oltre un anno da quella scadenza, la ricerca offre elementi utili per comprendere perché l'adeguamento normativo proceda con velocità differenti e quali ostacoli incidano maggiormente sulle piccole e medie imprese.

Cosa emerge dalla ricerca condotta su 75 aziende europee

L'indagine è stata sviluppata attraverso analisi documentali, questionari, interviste e incontri di validazione realizzati tra settembre 2025 e marzo 2026. Il coinvolgimento di 75 imprese di differenti dimensioni, appartenenti a più settori economici e distribuite in diversi Stati membri, ha permesso di esaminare il rapporto tra consapevolezza normativa, organizzazione interna e pratiche di accessibilità.

Uno dei risultati più significativi riguarda il cambiamento nella percezione dell'argomento. L'accessibilità viene considerata da molte organizzazioni nell'ambito della trasformazione digitale, della gestione aziendale e del miglioramento dell'esperienza dei clienti. Questa maggiore attenzione, tuttavia, non corrisponde sempre alla presenza di procedure consolidate.

Le difficoltà emergono soprattutto quando i principi generali devono essere tradotti in attività verificabili. Un'impresa può conoscere gli obblighi relativi all'accessibilità dei servizi digitali senza avere definito chi debba controllare un nuovo sito, quali requisiti inserire nei contratti con i fornitori o come verificare il funzionamento di un'applicazione attraverso le tecnologie assistive.

Lo studio sull'accessibilità digitale nelle aziende europee individua proprio in questa fase operativa uno dei principali punti deboli. La complessità della regolamentazione, l'incertezza interpretativa, la frammentazione delle indicazioni disponibili e la carenza di competenze specialistiche rendono difficile costruire un sistema di gestione continuativo.

Le imprese più grandi dispongono generalmente di strutture organizzative e capacità tecniche più mature. Nelle PMI, invece, i vincoli economici e organizzativi rendono più complicato destinare personale, formazione e strumenti specifici alle attività di adeguamento.

Il campione esaminato non consente di stabilire quale percentuale delle imprese europee sia effettivamente conforme alla normativa. I risultati descrivono le esperienze e le difficoltà riscontrate dalle aziende coinvolte, senza rappresentare una misurazione statistica dell'intero mercato dell'Unione.

European Accessibility Act, quali obblighi riguardano le imprese

La direttiva europea 2019/882, conosciuta come European Accessibility Act, ha introdotto requisiti comuni per determinate categorie di prodotti e servizi. L'obiettivo è ridurre le differenze normative tra gli Stati membri e migliorare la possibilità, per le persone con disabilità, di utilizzare beni e servizi disponibili nel mercato europeo.

La disciplina comprende, tra gli altri, computer e sistemi operativi, smartphone, terminali di pagamento, sportelli automatici, servizi bancari rivolti ai consumatori, commercio elettronico, libri elettronici e determinati servizi di comunicazione e trasporto passeggeri.

Il campo di applicazione non coincide quindi con tutti i siti internet aziendali indistintamente. Gli obblighi dipendono dalla tipologia di prodotto o servizio, dalle caratteristiche dell'operatore e dalle disposizioni applicabili al singolo caso.

Per i servizi digitali interessati, l'accessibilità comporta requisiti che riguardano la presentazione delle informazioni, la navigazione, la compatibilità con le tecnologie assistive e la possibilità di completare le operazioni previste anche in presenza di limitazioni sensoriali, motorie o cognitive.

Un sito di commercio elettronico, ad esempio, deve essere valutato considerando l'intero percorso necessario per consultare i prodotti e concludere un acquisto. La leggibilità delle descrizioni, l'utilizzo dei moduli, la gestione degli errori e l'accessibilità dei passaggi di pagamento contribuiscono a determinare se il servizio possa essere effettivamente utilizzato.

La direttiva prevede anche disposizioni specifiche per le imprese di dimensioni molto ridotte. Le microimprese che forniscono servizi, definite secondo i parametri europei di meno di dieci dipendenti e fatturato annuo o totale di bilancio non superiore a due milioni di euro, beneficiano di un'esenzione dai requisiti della direttiva. Per le microimprese che operano sui prodotti sono invece previste alcune semplificazioni degli obblighi.

Esistono inoltre disposizioni transitorie e condizioni particolari legate all'onere sproporzionato o alla modifica sostanziale della natura di un prodotto o servizio. Queste possibilità non equivalgono a un'esenzione generalizzata e richiedono, nei casi previsti, valutazioni documentate.

La distinzione è rilevante per l'accessibilità digitale nelle aziende europee: una piccola impresa soggetta alla normativa può avere difficoltà organizzative simili a quelle di una microimpresa esente, ma responsabilità giuridiche differenti.

Formazione, competenze tecniche e verifiche: dove si concentrano le difficoltà

Tra le esigenze individuate da AccessibleEU compare la necessità di una formazione maggiormente collegata alle mansioni svolte. L'accessibilità richiede infatti competenze differenti a seconda che si intervenga nella progettazione di un'interfaccia, nello sviluppo software, nella produzione dei contenuti o nell'assistenza ai clienti.

Un responsabile degli acquisti deve sapere quali caratteristiche richiedere a un fornitore. Chi sviluppa un'applicazione deve conoscere i criteri tecnici necessari per renderla utilizzabile attraverso tastiera o lettori di schermo. Il personale incaricato di aggiornare un sito deve prestare attenzione alla struttura dei testi, alle descrizioni delle immagini e alla corretta organizzazione dei contenuti.

Per un'azienda con risorse limitate, acquisire tutte queste competenze internamente può risultare oneroso. Affidarsi a professionisti esterni rappresenta una possibilità, ma rimane necessario individuare le attività da commissionare e comprendere come valutarne i risultati.

La ricerca richiama anche l'esigenza di strumenti di verifica economicamente accessibili. I controlli automatici possono individuare numerosi problemi tecnici, ma non sono sufficienti a stabilire da soli se un prodotto digitale sia realmente utilizzabile.

Le verifiche richiedono anche valutazioni manuali, prove di navigazione e, quando pertinenti, test con persone che utilizzano tecnologie assistive. Un software può segnalare la mancanza di una descrizione alternativa per un'immagine, ma la presenza di un testo non garantisce automaticamente che quella descrizione sia comprensibile o utile.

La disponibilità di strumenti adeguati diventa quindi una questione organizzativa, oltre che economica. Senza procedure di controllo, un problema risolto durante la realizzazione iniziale di un sito può ripresentarsi dopo l'aggiornamento di una pagina, l'introduzione di una nuova funzionalità o la sostituzione di un componente software.

L'indagine segnala inoltre la richiesta di indicazioni più uniformi e facilmente applicabili. La presenza di norme, standard tecnici e documentazione distribuita tra differenti organismi può complicare l'interpretazione dei requisiti, soprattutto quando l'impresa non dispone di personale specializzato.

Per questo motivo, il miglioramento dell'accessibilità digitale nelle aziende europee dipende anche dalla disponibilità di istruzioni pratiche, formazione mirata e strumenti di condivisione delle conoscenze tra organizzazioni.

Dalla conformità normativa alla qualità dell'esperienza dei clienti

Le difficoltà analizzate da AccessibleEU hanno conseguenze che vanno oltre la gestione degli adempimenti legislativi. Un'interfaccia poco accessibile può impedire a una persona di ottenere informazioni, confrontare servizi, effettuare un pagamento oppure contattare l'assistenza.

Alcuni problemi coinvolgono direttamente gli utenti con disabilità. Altri possono compromettere l'esperienza di una platea più ampia, comprese persone anziane o utenti che incontrano difficoltà temporanee nell'utilizzo di determinati dispositivi.

Testi con contrasto insufficiente possono risultare difficili da leggere. Moduli privi di indicazioni comprensibili possono ostacolare la compilazione. Percorsi di navigazione che richiedono esclusivamente l'utilizzo del mouse possono escludere chi si affida alla tastiera o ad altri strumenti di interazione.

L'European Accessibility Act affronta queste situazioni attraverso requisiti funzionali che mirano a rendere prodotti e servizi percepibili, utilizzabili e comprensibili, tenendo conto delle diverse modalità di accesso.

Sul piano aziendale, questo approccio porta a considerare l'accessibilità durante la progettazione dell'esperienza del cliente. Il funzionamento di un servizio deve essere verificato anche rispetto alle esigenze di chi utilizza tecnologie assistive o modalità di interazione differenti da quelle più comuni.

Il rapporto tra accessibilità e risultati commerciali richiede comunque prudenza. La ricerca di AccessibleEU non fornisce elementi per attribuire all'adeguamento normativo incrementi specifici delle vendite o dei tassi di conversione. È invece possibile individuare un collegamento concreto tra la rimozione degli ostacoli di utilizzo e la possibilità di accedere a servizi che, diversamente, potrebbero risultare inaccessibili.

La qualità dell'esperienza diventa così un criterio pertinente per valutare l'accessibilità digitale nelle aziende europee, accanto alla verifica della conformità legislativa.

Il ruolo dei fornitori e degli acquisti aziendali

Una delle indicazioni più interessanti della ricerca riguarda la necessità di integrare l'accessibilità nei processi di approvvigionamento e sviluppo dei prodotti.

Numerose imprese utilizzano piattaforme tecnologiche, sistemi di pagamento, applicazioni e servizi realizzati da fornitori esterni. Anche quando la gestione tecnica è affidata a terzi, l'azienda deve comprendere quali requisiti riguardino il servizio offerto ai propri clienti e quali responsabilità rimangano a suo carico.

L'inserimento delle caratteristiche di accessibilità nelle specifiche di acquisto può ridurre il rischio di adottare soluzioni che richiedano successive modifiche. Lo stesso principio riguarda i contratti per la progettazione di siti, applicazioni e interfacce digitali.

I requisiti dovrebbero essere definiti prima dello sviluppo e accompagnati da verifiche coerenti con le caratteristiche del prodotto o servizio. Quando disponibili e pertinenti, standard tecnici come le Web Content Accessibility Guidelines possono costituire riferimenti utili per valutare determinati aspetti dell'accessibilità web, fermo restando che la conformità alla normativa europea deve essere verificata rispetto agli obblighi effettivamente applicabili.

Questo approccio richiede una collaborazione tra responsabili aziendali, fornitori tecnologici, personale incaricato dei contenuti e specialisti dell'accessibilità. Una modifica effettuata in un solo reparto può incidere sull'esperienza complessiva del cliente, rendendo necessari controlli anche nelle fasi successive alla pubblicazione.

La ricerca di AccessibleEU evidenzia proprio la distanza tra le iniziative isolate e un'integrazione stabile dell'accessibilità nei processi decisionali. Le organizzazioni che intendono affrontare il problema devono quindi considerare anche la manutenzione, gli aggiornamenti e il controllo delle soluzioni già adottate.

Le priorità individuate da AccessibleEU per sostenere le PMI

La pubblicazione del 27 ottobre individua alcune necessità ricorrenti tra le aziende coinvolte: orientamenti operativi più chiari, approcci armonizzati, formazione specifica per le diverse funzioni professionali, strumenti di verifica sostenibili e maggiori opportunità di condivisione delle competenze.

Sono indicazioni particolarmente pertinenti per le PMI, che possono incontrare maggiori difficoltà nel costruire strutture interne dedicate alla conformità. La disponibilità di conoscenze tecniche e giuridiche diventa determinante quando occorre stabilire quali prodotti o servizi siano soggetti alla normativa e quali interventi realizzare.

Un ulteriore elemento riguarda il coordinamento tra le iniziative nazionali. Sebbene l'European Accessibility Act stabilisca un quadro comune, le imprese devono confrontarsi con le disposizioni di recepimento e con le autorità competenti nei diversi Stati membri. La maggiore uniformità delle indicazioni applicative può rendere più semplice la gestione dei requisiti, soprattutto per gli operatori attivi in più mercati.

La ricerca sull'accessibilità digitale nelle aziende europee arriva mentre le istituzioni comunitarie continuano a monitorare l'attuazione delle regole. Il 26 ottobre 2026 AccessibleEU ha pubblicato anche i rapporti di monitoraggio relativi al 2025, elaborati attraverso 30 indicatori riguardanti ambiente costruito, tecnologie dell'informazione e della comunicazione, trasporti e politiche pubbliche.

Questi rapporti segnalano progressi sul piano normativo e organizzativo, ma anche differenze significative nei livelli di conformità digitale e nella disponibilità di dati comparabili tra Paesi.

Per le imprese coinvolte nei settori disciplinati dall'European Accessibility Act, la questione operativa riguarda quindi la capacità di trasformare gli obblighi in controlli ripetibili. La verifica iniziale di un prodotto o servizio rappresenta una fase del lavoro; aggiornamenti tecnologici, modifiche dei contenuti e introduzione di nuove funzionalità richiedono che l'accessibilità continui a essere considerata nelle normali procedure aziendali.

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