{"id":237,"date":"2019-10-10T12:30:15","date_gmt":"2019-10-10T10:30:15","guid":{"rendered":"http:\/\/nuoviclienti.com\/magazine\/?p=237"},"modified":"2019-10-10T12:30:28","modified_gmt":"2019-10-10T10:30:28","slug":"immagine-aziendale-errori-da-evitare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/immagine-aziendale-errori-da-evitare\/","title":{"rendered":"Immagine aziendale: gli errori da evitare"},"content":{"rendered":"\n<p>A volte un<strong>&nbsp;errore di branding<\/strong>&nbsp;pu\u00f2 mettere a serio repentaglio l'immagine di un'azienda. Questo \u00e8 ci\u00f2 che succede, per esempio, nel momento in cui si manifesta una certa incongruenza tra i vari media e le piattaforme che si gestiscono. La&nbsp;<strong>coerenza<\/strong>, infatti, \u00e8 il primo valore di cui si deve tenere conto nel momento in cui ci si impegna nella progettazione e nella costruzione di un brand forte. Non \u00e8 un caso che si faccia riferimento al concetto di corporate identity per indicare l'immagine che un'impresa cerca di ottenere o si \u00e8 gi\u00e0 conquistata presso il pubblico allo scopo di differenziarsi rispetto alla concorrenza.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>A che cosa serve rafforzare la propria identit\u00e0<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Grazie a un'<strong>identit\u00e0 coerente<\/strong>&nbsp;e in linea con i valori che ci si propone di trasmettere e di promuovere, cresce il senso di fiducia e si ha la certezza di conquistare l'attenzione della clientela. Al contrario, qualora una societ\u00e0 presentasse s\u00e9 stessa in maniera poco coerente finirebbe per risultare non affidabile, se non addirittura non professionale. Resta da capire, per\u00f2, quali siano gli accorgimenti da adottare per essere coerenti. Si potrebbe iniziare dall'aspetto visivo, e quindi dalle immagini, che dovrebbero essere&nbsp;<strong>coordinate su tutti i canali di comunicazione<\/strong>&nbsp;che vengono utilizzati: non solo i social network e il sito web aziendale, ma anche gli stampati, l'advertising, e cos\u00ec via. Ci\u00f2 non vuol dire che si debba cominciare a piazzare il proprio logo dappertutto, ma solo che ci si deve impegnare per allineare la propria identit\u00e0 visiva secondo&nbsp;<strong>un approccio efficiente<\/strong>&nbsp;e in modo che si dimostri riproducibile. Pu\u00f2 essere utile anche realizzare un vademecum, vale a dire una sorta di manuale di istruzioni incentrato sulle modalit\u00e0 di utilizzo delle risorse visive a disposizione dell'impresa.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>L'utilizzo dei testi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Un errore che rischia di&nbsp;<strong>mettere a repentaglio l'immagine aziendale<\/strong>&nbsp;\u00e8 quello che consiste nell'usare testi che descrivono il brand in modo poco preciso: non \u00e8 una strategia destinata a garantire risultati apprezzabili quella caratterizzata dalla&nbsp;<strong>vaghezza<\/strong>. Essa, infatti, non permette di posizionare il marchio in maniera chiara n\u00e9 consente di&nbsp;<strong>differenziarlo rispetto alla concorrenza<\/strong>. Al contrario, c'\u00e8 bisogno di testi originali, che siano sinonimo di unicit\u00e0 e di capacit\u00e0 di distinguersi. Proprio per questo motivo, \u00e8 molto importante affidarsi a risorse che siano in grado di redigere i testi con attenzione e competenza: l'ideale sarebbe rivolgersi a un professionista, ma in qualunque caso nella stesura dei contenuti \u00e8 fondamentale concentrarsi, pi\u00f9 che sulle funzionalit\u00e0, sui vantaggi che si offrono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>La percezione del marchio<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Qualunque sia l'<strong>operazione comunicativa<\/strong>&nbsp;in cui ci si cimenta, \u00e8 fondamentale pensare a come il marchio potr\u00e0 essere percepito. Ovviamente non c'\u00e8 un approccio che possa essere valido per tutte le imprese quando si parla di branding globale: non esiste<strong>&nbsp;una ricetta universale<\/strong>, dal momento che quello che va bene in un certo luogo, dal punto di vista della comunicazione, potrebbe non essere adatto da un'altra parte. Insomma, in questo caso non \u00e8 vero che tutto il mondo \u00e8 paese. Ecco perch\u00e9, quando si ha in mente di proporsi in un certo mercato, non si pu\u00f2 fare a meno di progettare una strategia di comunicazione ad hoc, per prevenire tutti i potenziali problemi con cui si potrebbe avere a che fare.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Come prevenire i problemi<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Sono sufficienti pochi e semplici accorgimenti per evitare di andare incontro a inconvenienti sgradevoli: ci\u00f2 che conta \u00e8 che, al momento della&nbsp;<strong>creazione del messaggio<\/strong>&nbsp;destinato ad essere abbinato al brand, ci si prenda la briga di valutare in che modo tale messaggio potrebbe essere interpretato in mercati diversi da quello abituale. Ci\u00f2 vale anche per i brand che non sono attivi a livello internazionale, poich\u00e9<strong>&nbsp;una comunicazione offensiva<\/strong>&nbsp;- anche se l'offesa \u00e8 stata involontaria - potrebbe mettere a rischio il raggiungimento dei mercati esteri in un momento successivo.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>A che cosa va collegato il marchio?<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Il nome dell'azienda e il relativo logo devono essere utilizzati in maniera selettiva, per non correre il rischio di collegarli a realt\u00e0 sbagliate. Ci vuole una certa&nbsp;<strong>parsimonia<\/strong>, per esempio, quando si parla di eventi da sponsorizzare, cos\u00ec come \u00e8 bene essere cauti e attenti per le&nbsp;<strong>attivit\u00e0 di comarketing<\/strong>. Ci\u00f2 non vuol dire che si debba rinunciare a collegare il nome della propria impresa a quello di un altro brand, ma solo che prima di farlo bisogna meditare sulla compatibilit\u00e0 tra i due marchi. Non ha senso, e anzi \u00e8 dannoso, associare aziende che hanno immagini e valori differenti, e un accostamento non adeguato o non ben ponderato rischia di essere foriero di conseguenze negative.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Mantenere sempre la stessa linea<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Un altro&nbsp;<strong>errore di branding<\/strong>&nbsp;da cui \u00e8 opportuno mantenersi alla larga \u00e8 quello che induce ad allontanarsi da quello che ha consentito di ottenere il successo iniziale. La riprogettazione di un marchio va bene, ma \u00e8 opportuno che si continui a rimanere riconoscibili dopo che la si \u00e8 messa a punto: nel caso in cui ci si snaturi rispetto al punto di partenza, \u00e8 pi\u00f9 utile ripartire con un brand del tutto nuovo. Infatti, anche i clienti pi\u00f9 fedeli potrebbero trovarsi in crisi di fronte a un mutamento di enorme entit\u00e0, specialmente nel caso in cui esso si sia verificato in modo improvviso. Nel corso di<strong>&nbsp;un processo di restyling<\/strong>, non si pu\u00f2 fare a meno di continuare ad assicurare la riconoscibilit\u00e0 dei valori, dell'immagine e della mission aziendali.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Seguire i trend pi\u00f9 recenti: s\u00ec o no<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Affidarsi alle&nbsp;<strong>ultime tendenze<\/strong>&nbsp;pu\u00f2 andare bene a patto che non comprometta la coerenza del marchio. Farsi ispirare dai trend pi\u00f9 recenti \u00e8 positivo, perch\u00e9 fa in modo che il brand non risulti datato e non appaia fuori dal tempo, ma \u00e8 opportuno non abusare di tale approccio. C'\u00e8 una notevole differenza, infatti, tra il cambiare un marchio e arrivare a snaturarlo.<\/p>\n\n\n\n<h2><strong>Un esempio di errore di branding<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Per dare un'idea di cosa parliamo quando ci riferiamo agli errori di branding possiamo menzionare quello compiuto negli anni Ottanta da&nbsp;<strong>Colgate<\/strong>, brand noto per la produzione di dentifrici, che all'epoca decise di lanciarsi nella produzione dei&nbsp;<strong>Colgate Kitchen Entrees<\/strong>... una linea di antipasti! Come \u00e8 facile intuire, una mossa di questo tipo si rivel\u00f2 fallimentare, non tanto per la scarsa qualit\u00e0 dei prodotti, ma semplicemente perch\u00e9 essi erano ben poco coerenti con l'immagine del marchio. In assenza di un branding adeguato, anche le produzioni migliori possono andare incontro a un tonfo commerciale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A volte un&nbsp;errore di branding&nbsp;pu\u00f2 mettere a serio repentaglio l'immagine di un'azienda. Questo \u00e8 ci\u00f2 che succede, per esempio, nel momento in cui si manifesta una certa incongruenza tra i vari media e le piattaforme che si gestiscono. 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