{"id":2102,"date":"2026-11-02T14:26:21","date_gmt":"2026-11-02T13:26:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/?p=2102"},"modified":"2026-11-02T12:43:11","modified_gmt":"2026-11-02T11:43:11","slug":"notti-alberghi-europei-2025-eurostat-pernottamenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/notti-alberghi-europei-2025-eurostat-pernottamenti\/","title":{"rendered":"Turismo europeo in crescita nel 2025: oltre 3,1 miliardi di pernottamenti nelle strutture ricettive"},"content":{"rendered":"<p>Il turismo europeo ha chiuso il 2025 con <strong>3,14 miliardi di pernottamenti nelle strutture ricettive dell'Unione europea<\/strong>, circa 123 milioni in pi\u00f9 rispetto all'anno precedente. L'incremento del 4,1%, certificato da Eurostat nell'aggiornamento pubblicato il 16 ottobre 2026, conferma l'espansione della domanda turistica e porta il numero delle presenze a un livello superiore del 26,5% rispetto al 2015.<\/p>\n<p>Il risultato equivale, in termini statistici, a circa 336.400 pernottamenti aggiuntivi al giorno rispetto alla media del 2024. La crescita riguarda un mercato nel quale i viaggiatori residenti nell'Unione europea continuano a rappresentare la componente dominante, mentre aumentano gli arrivi dai mercati extraeuropei, soprattutto asiatici e africani.<\/p>\n<p>Il dato sulle <strong>notti negli alberghi europei nel 2025<\/strong> richiede tuttavia una precisazione: la rilevazione Eurostat comprende diverse categorie di strutture ricettive, dagli hotel agli appartamenti turistici, fino ai campeggi. Il numero complessivo descrive quindi l'andamento dell'ospitalit\u00e0 a pagamento nei 27 Stati membri, non esclusivamente quello degli alberghi tradizionali.<\/p>\n<h2>Pernottamenti in aumento del 4,1%: come leggere i dati Eurostat<\/h2>\n<p>L'aggiornamento statistico di ottobre si basa sulle informazioni annuali trasmesse dalle autorit\u00e0 nazionali a Eurostat. Si tratta di una rilevazione pi\u00f9 articolata rispetto alle prime stime mensili diffuse durante l'anno, che consente di analizzare la distribuzione delle presenze per tipologia di alloggio, provenienza degli ospiti e territorio.<\/p>\n<p>La crescita del 2025 si inserisce in un percorso di recupero iniziato dopo il crollo provocato dalla pandemia. Nel 2020 i pernottamenti turistici europei erano diminuiti del 51% rispetto al 2019. La ripresa \u00e8 proseguita negli anni successivi, con un incremento del 6,8% nel 2023 e del 2,7% nel 2024, quando \u00e8 stata superata per la prima volta la soglia dei tre miliardi di notti.<\/p>\n<p>Un elemento significativo riguarda la differenza fra i dati annuali e le precedenti pubblicazioni basate sulle serie mensili. Nel marzo 2026 Eurostat aveva indicato una crescita del 2,2% per il 2025. L'aggiornamento annuale di ottobre riporta invece il 4,1%, utilizzando un diverso insieme di informazioni statistiche.<\/p>\n<p>La comparabilit\u00e0 dei risultati \u00e8 influenzata anche dalle modifiche dei sistemi nazionali di rilevazione. In particolare, Eurostat segnala che <strong>Italia e Lituania hanno ampliato dal 2025 la copertura delle statistiche ricettive<\/strong>. Una parte dell'aumento registrato in questi Paesi risente quindi del cambiamento metodologico e non pu\u00f2 essere interpretata automaticamente come una crescita equivalente della domanda a parit\u00e0 di strutture osservate.<\/p>\n<h2>Alberghi, case vacanza e campeggi: dove si concentrano le presenze<\/h2>\n<p>L'analisi delle notti negli alberghi europei nel 2025 evidenzia il peso ancora prevalente dell'ospitalit\u00e0 alberghiera, ma mostra anche quanto sia articolato il mercato degli alloggi turistici.<\/p>\n<p>Gli hotel e le strutture assimilabili hanno concentrato il 61,4% dei pernottamenti complessivi. Le abitazioni per vacanze e gli altri alloggi per soggiorni brevi hanno rappresentato il 24,8%, mentre campeggi e aree attrezzate per camper e roulotte hanno raggiunto il 13,8%.<\/p>\n<p>Le differenze emergono soprattutto osservando le variazioni rispetto al 2024. I pernottamenti negli alberghi sono aumentati dell'1,7%, mentre le strutture per vacanze e soggiorni brevi hanno registrato una crescita del 9,2%. Nei campeggi l'incremento \u00e8 stato del 5,8%.<\/p>\n<p>La componente extralberghiera ha quindi contribuito in maniera rilevante all'espansione complessiva del settore. Questo risultato non dimostra necessariamente un trasferimento di clienti dagli hotel agli appartamenti, perch\u00e9 per accertarlo servirebbero informazioni specifiche sulle scelte individuali dei viaggiatori. Mostra per\u00f2 che le diverse forme di ospitalit\u00e0 hanno seguito ritmi di crescita differenti.<\/p>\n<p>Anche la distribuzione geografica delle tipologie ricettive \u00e8 molto diversificata. In Bulgaria, Cipro e Malta gli alberghi rappresentano oltre il 90% delle notti trascorse nelle strutture osservate. In Croazia, Belgio e Lituania le abitazioni per vacanze superano invece il 40% del totale. Francia e Lussemburgo presentano una quota di pernottamenti nei campeggi superiore al 30%.<\/p>\n<p>Queste caratteristiche incidono sulle modalit\u00e0 di gestione delle destinazioni, sulla domanda di servizi e sulle attivit\u00e0 economiche collegate all'ospitalit\u00e0.<\/p>\n<h2>Il mercato europeo genera oltre l'80% delle presenze<\/h2>\n<p>La provenienza degli ospiti costituisce uno degli aspetti pi\u00f9 significativi dell'indagine. Nel 2025, <strong>l'80,9% dei pernottamenti nelle strutture ricettive dell'Unione europea \u00e8 stato generato da turisti residenti nello stesso Paese di destinazione oppure provenienti da altri Stati membri<\/strong>.<\/p>\n<p>In termini assoluti si tratta di circa 2,5 miliardi di notti.<\/p>\n<p>Il turismo domestico ha rappresentato il 51,1% delle presenze, mentre gli ospiti internazionali hanno generato il restante 48,9%. All'interno di quest'ultima componente, il 61% dei pernottamenti \u00e8 attribuibile a viaggiatori residenti in altri Paesi dell'Unione.<\/p>\n<p>Un ulteriore 21% delle presenze internazionali proviene da altri Stati europei non appartenenti all'UE. Complessivamente, quindi, i viaggiatori europei hanno prodotto circa cinque pernottamenti su sei tra quelli effettuati dagli ospiti internazionali.<\/p>\n<p>L'importanza del mercato intraeuropeo emerge con particolare evidenza nei Paesi nei quali il turismo transfrontaliero costituisce una componente strutturale della domanda. In Lussemburgo il 75,1% delle notti \u00e8 attribuito a ospiti provenienti da altri Stati membri, mentre in Croazia la quota raggiunge il 72,5%. Seguono Austria con il 57,7%, Slovenia con il 56,8% e Malta con il 55,4%.<\/p>\n<p>Situazione differente in Germania, Polonia e Romania, dove oltre l'80% dei pernottamenti viene generato dal turismo domestico.<\/p>\n<p>Le imprese ricettive si confrontano dunque con mercati di provenienza molto diversi. In alcune destinazioni la domanda dipende prevalentemente dai residenti nazionali, mentre in altre risulta strettamente collegata alla mobilit\u00e0 internazionale, soprattutto europea.<\/p>\n<h2>Crescono i turisti provenienti da Asia, Africa e Americhe<\/h2>\n<p>La rilevazione sulle notti negli alberghi europei nel 2025 permette di osservare anche l'evoluzione dei flussi provenienti dai mercati pi\u00f9 lontani.<\/p>\n<p>Secondo Eurostat, i viaggiatori residenti in altri Paesi europei esterni all'Unione hanno generato il 10,4% dei pernottamenti complessivi. Le Americhe hanno contribuito con 155,5 milioni di notti, pari al 4,9% del totale, mentre i turisti asiatici hanno raggiunto 81,6 milioni di pernottamenti, corrispondenti al 2,6%.<\/p>\n<p>L'Oceania rappresenta lo 0,5% delle presenze, con 15,2 milioni di notti, mentre l'Africa raggiunge lo 0,4%, con 12,9 milioni.<\/p>\n<p>Il peso percentuale di questi mercati rimane contenuto rispetto alla domanda europea, ma i ritmi di crescita risultano interessanti. Tra il 2024 e il 2025, i pernottamenti dei turisti provenienti dall'Asia sono aumentati del 15,4%, mentre quelli dei visitatori africani hanno registrato un incremento del 13,7%.<\/p>\n<p>Su un orizzonte temporale pi\u00f9 ampio emerge la crescita dei flussi americani. Rispetto al 2015, le notti generate dai turisti provenienti dall'America settentrionale, centrale e meridionale sono aumentate del 101,9%, passando da circa 77 milioni a 155,5 milioni.<\/p>\n<p>Per le imprese dell'ospitalit\u00e0, l'espansione dei mercati extraeuropei apre questioni operative legate alla distribuzione commerciale, alle lingue utilizzate nei servizi, ai canali di prenotazione e all'organizzazione dell'accoglienza.<\/p>\n<p>La maggiore presenza di visitatori internazionali pu\u00f2 modificare la composizione della clientela e la stagionalit\u00e0 delle prenotazioni, ma l'entit\u00e0 di questi effetti deve essere valutata a livello di singola destinazione. I dati aggregati europei non consentono di stabilire se una determinata localit\u00e0 abbia beneficiato della crescita asiatica o americana.<\/p>\n<h2>Italia fra i principali mercati ricettivi dell'Unione europea<\/h2>\n<p>L'Italia occupa una posizione centrale nella distribuzione dei pernottamenti europei. Nell'aggiornamento annuale di ottobre Eurostat attribuisce al Paese circa <strong>535 milioni di notti nel 2025<\/strong>, davanti alla Spagna con 513 milioni, alla Francia con 472 milioni e alla Germania con circa 440 milioni.<\/p>\n<p>Questi quattro Paesi concentrano complessivamente oltre il 60% delle presenze registrate nell'Unione.<\/p>\n<p>Il risultato italiano merita per\u00f2 una lettura attenta. L'ampliamento della copertura statistica introdotto nel 2025 comprende anche alloggi privati destinati alla locazione turistica e gestiti su base non imprenditoriale. La nuova metodologia rende il dato annuale pi\u00f9 esteso, ma influenza il confronto con le rilevazioni precedenti.<\/p>\n<p>Nelle statistiche mensili diffuse a marzo 2026, che utilizzavano un diverso perimetro di osservazione, l'Italia risultava infatti a circa 477 milioni di pernottamenti.<\/p>\n<p>Il confronto diretto tra le due cifre non misura quindi un aumento avvenuto nell'arco di pochi mesi: riflette principalmente la diversa copertura delle rilevazioni.<\/p>\n<p>Per comprendere l'evoluzione effettiva dell'ospitalit\u00e0 italiana occorre utilizzare serie omogenee, distinguendo le variazioni della domanda dalle modifiche nella registrazione delle strutture.<\/p>\n<h2>La pressione turistica cambia da Paese a Paese<\/h2>\n<p>Oltre ai volumi complessivi, Eurostat considera l'intensit\u00e0 turistica, un indicatore che rapporta il numero dei pernottamenti nelle strutture ricettive alla popolazione residente.<\/p>\n<p>La media dell'Unione europea nel 2025 \u00e8 stata di 7 notti per abitante, contro le 6,7 del 2024.<\/p>\n<p>La Croazia registra il valore pi\u00f9 elevato, con 24,5 pernottamenti per residente, seguita da Malta con 21,7 e Cipro con 19,4. Anche Grecia e Austria presentano rapporti superiori alla media europea, rispettivamente con 15,1 e 14,6 notti per abitante.<\/p>\n<p>All'estremo opposto si colloca la Romania, con 1,6 pernottamenti per residente, seguita dalla Lettonia con 2,7 e da Polonia e Slovacchia, entrambe a 2,9.<\/p>\n<p>L'intensit\u00e0 turistica permette di confrontare Paesi molto diversi per popolazione e dimensione del mercato. Non rappresenta per\u00f2 una misura completa del sovraffollamento turistico, poich\u00e9 le presenze possono essere concentrate in alcune localit\u00e0 o stagioni.<\/p>\n<p>L'indicatore non comprende inoltre i soggiorni nelle seconde case, le visite presso amici e parenti, gli escursionisti giornalieri e alcune strutture di piccole dimensioni escluse dalle rilevazioni.<\/p>\n<p>Eurostat lo include tra gli strumenti armonizzati per l'analisi della sostenibilit\u00e0 turistica, proprio perch\u00e9 il rapporto tra visitatori e residenti pu\u00f2 contribuire a individuare situazioni di pressione sulle comunit\u00e0 locali.<\/p>\n<h2>Pi\u00f9 pernottamenti non significano necessariamente maggiori profitti<\/h2>\n<p>La crescita delle notti negli alberghi europei nel 2025 rappresenta un segnale positivo per l'attivit\u00e0 ricettiva, ma non consente di stabilire automaticamente che siano aumentati nella stessa proporzione fatturati e margini aziendali.<\/p>\n<p>Il pernottamento misura la presenza di un ospite per una notte. Una camera occupata da due persone per tre notti genera quindi sei pernottamenti, pur rappresentando tre notti di occupazione della camera.<\/p>\n<p>La statistica non indica quanto gli ospiti abbiano pagato, quali servizi aggiuntivi abbiano acquistato o quali costi abbiano sostenuto le imprese per accoglierli.<\/p>\n<p>Un aumento delle presenze pu\u00f2 accompagnarsi a ricavi pi\u00f9 elevati, ma il risultato dipende dalle tariffe medie praticate, dalla composizione delle prenotazioni, dai costi energetici, dalle spese per il personale e dalle commissioni dei canali distributivi.<\/p>\n<p>Per valutare le prestazioni economiche degli alberghi occorrono quindi indicatori ulteriori, come il ricavo medio per camera venduta, il tasso di occupazione delle camere e il ricavo per camera disponibile, comunemente identificato con la sigla RevPAR.<\/p>\n<p>La stessa distinzione vale per le strutture extralberghiere, nelle quali i modelli di gestione e le componenti di costo possono differire sensibilmente da quelli alberghieri.<\/p>\n<p>Eurostat segnala che nel 2025 il tasso netto di occupazione dei posti letto negli hotel europei \u00e8 stato del 49,9%. Le percentuali pi\u00f9 elevate sono state registrate a Cipro, con il 78%, Malta con il 67,3% e Spagna con il 63,6%.<\/p>\n<p>Anche questo indicatore va interpretato correttamente: misura l'utilizzo dei posti letto disponibili nel periodo considerato e non coincide con il tasso di occupazione delle camere.<\/p>\n<h2>Capacit\u00e0 ricettiva e organizzazione dell'offerta europea<\/h2>\n<p>L'analisi delle notti negli alberghi europei nel 2025 si completa osservando la capacit\u00e0 ricettiva disponibile nei Paesi dell'Unione.<\/p>\n<p>Secondo la rilevazione annuale, il mercato europeo disponeva di circa 32,1 milioni di posti letto distribuiti in 1,164 milioni di strutture. Italia e Francia rappresentavano insieme oltre due quinti della capacit\u00e0 complessiva, con rispettivamente 7,7 e 5,1 milioni di posti letto.<\/p>\n<p>Anche questi valori risentono delle differenze tra i sistemi nazionali di raccolta dei dati. La normativa statistica europea consente, a determinate condizioni, di escludere dalla rilevazione alcune strutture con meno di dieci posti letto. Le soglie applicate non sono identiche in tutti gli Stati membri.<\/p>\n<p>La disponibilit\u00e0 effettiva di alloggi turistici pu\u00f2 quindi essere superiore a quella riportata nelle statistiche sulla capacit\u00e0 ricettiva.<\/p>\n<p>Per gli operatori, la lettura congiunta di capacit\u00e0, pernottamenti e provenienza della clientela permette di individuare le caratteristiche dei mercati, pur senza sostituire le analisi territoriali e aziendali.<\/p>\n<p>L'incremento del 9,2% delle notti negli alloggi per vacanze, superiore a quello registrato dagli hotel, costituisce in particolare un elemento da considerare nella pianificazione dell'offerta e nella valutazione della concorrenza tra tipologie ricettive.<\/p>\n<p>La disponibilit\u00e0 delle serie annuali aggiornate consente inoltre alle destinazioni di confrontare la propria evoluzione con quella dei mercati europei. Per distinguere una reale espansione della domanda da un semplice ampliamento della copertura statistica, soprattutto nei Paesi interessati da modifiche metodologiche, rimane necessario verificare la continuit\u00e0 delle rilevazioni prima di utilizzare i dati per decisioni commerciali e investimenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il turismo europeo ha chiuso il 2025 con 3,14 miliardi di pernottamenti nelle strutture ricettive dell'Unione europea, circa 123 milioni in pi\u00f9 rispetto all'anno precedente. 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