{"id":2093,"date":"2026-10-30T18:31:05","date_gmt":"2026-10-30T17:31:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/?p=2093"},"modified":"2026-10-30T12:08:33","modified_gmt":"2026-10-30T11:08:33","slug":"ai-gestione-vulnerabilita-informatiche-patch-planet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/ai-gestione-vulnerabilita-informatiche-patch-planet\/","title":{"rendered":"AI nella gestione delle vulnerabilit\u00e0 informatiche, OpenAI presenta Patch the Planet per coordinare le risposte alle falle critiche"},"content":{"rendered":"<p>Due vulnerabilit\u00e0 critiche del linguaggio PHP, utilizzato da milioni di applicazioni e siti web, hanno richiesto un intervento coordinato tra sviluppatori, ricercatori di sicurezza e fornitori di infrastrutture digitali. Il 21 ottobre 2026, OpenAI ha presentato i risultati di questa collaborazione e un modello organizzativo destinato a gestire le falle informatiche individuate attraverso sistemi avanzati di intelligenza artificiale. L'iniziativa si chiama <strong>Patch the Planet<\/strong> e affronta uno dei problemi pi\u00f9 delicati della cybersecurity: trasformare rapidamente una scoperta tecnica in una protezione effettivamente disponibile per gli utenti.<\/p>\n<p>L'annuncio arriva insieme alla pubblicazione degli aggiornamenti di sicurezza di PHP, sviluppati per correggere due vulnerabilit\u00e0 identificate come CVE-2026-109618 e CVE-2026-109619. Entrambe hanno ricevuto un punteggio di gravit\u00e0 pari a 9,2 secondo il sistema CVSS 4.0 e possono consentire, in determinate condizioni, l'esecuzione di codice da remoto senza autenticazione.<\/p>\n<p>La vicenda rappresenta un caso concreto di <strong>AI nella gestione delle vulnerabilit\u00e0 informatiche<\/strong>, perch\u00e9 coinvolge l'intero processo che va dall'individuazione del problema alla preparazione delle correzioni, fino alla comunicazione con le organizzazioni che devono aggiornare i propri sistemi.<\/p>\n<p>L'intelligenza artificiale ha contribuito alla ricerca delle vulnerabilit\u00e0, ma la responsabilit\u00e0 delle decisioni tecniche e della distribuzione delle correzioni \u00e8 rimasta ai manutentori del software e agli specialisti coinvolti.<\/p>\n<h2>Le vulnerabilit\u00e0 di PHP e il coordinamento tra OpenAI, Wiz e Cloudflare<\/h2>\n<p>Il lavoro presentato il 21 ottobre \u00e8 stato preceduto da circa due mesi di attivit\u00e0 congiunte. Calif, societ\u00e0 specializzata nella ricerca sulla sicurezza informatica, ha individuato una vulnerabilit\u00e0 critica attraverso GPT-5.6 Sol nell'ambito di Patch the Planet. Parallelamente, Wiz ha scoperto e segnalato in maniera indipendente entrambe le vulnerabilit\u00e0 successivamente corrette.<\/p>\n<p>Questa distinzione permette di ricostruire correttamente il ruolo dell'intelligenza artificiale nella vicenda. Le due falle non sono state attribuite esclusivamente a un unico sistema automatico: il processo ha coinvolto gruppi di ricerca differenti, verifiche tecniche e il lavoro diretto dei responsabili del progetto PHP.<\/p>\n<p>I manutentori del linguaggio hanno guidato lo sviluppo e la pubblicazione delle correzioni. OpenAI, Wiz, Cloudflare e altri soggetti hanno contribuito con attivit\u00e0 di ricerca, assistenza tecnica e coordinamento, preparando misure di protezione prima della divulgazione pubblica dei dettagli.<\/p>\n<p>Gli aggiornamenti sono stati distribuiti nelle versioni <strong>PHP 8.2.35, 8.3.36, 8.4.27 e 8.5.12<\/strong>. Il gruppo di sviluppo di PHP ha invitato gli utilizzatori ad aggiornare tempestivamente, precisando che le misure temporanee non costituiscono una protezione completa rispetto alle vulnerabilit\u00e0 individuate.<\/p>\n<p>La gravit\u00e0 del caso deriva anche dalla diffusione del linguaggio. PHP \u00e8 utilizzato in numerose applicazioni web, piattaforme di gestione dei contenuti e servizi aziendali. Una vulnerabilit\u00e0 presente nel linguaggio di esecuzione pu\u00f2 quindi interessare ambienti differenti, anche quando le applicazioni installate e le rispettive configurazioni non sono identiche.<\/p>\n<p>La presenza di un componente vulnerabile, tuttavia, non equivale automaticamente alla compromissione del sistema. L'esposizione effettiva deve essere valutata considerando la versione installata, l'architettura, la configurazione e le condizioni di utilizzo.<\/p>\n<h2>Come funziona Patch the Planet<\/h2>\n<p>Patch the Planet era stato introdotto il 22 giugno 2026 nell'ambito delle attivit\u00e0 Daybreak di OpenAI, inizialmente con la collaborazione di Trail of Bits. Il progetto nasce per sostenere i manutentori del software open source, spesso impegnati a gestire numerose segnalazioni di sicurezza con risorse economiche e organizzative limitate.<\/p>\n<p>L'iniziativa coinvolge anche HackerOne e Calif, con attivit\u00e0 dedicate alla valutazione delle segnalazioni, alla comunicazione coordinata delle vulnerabilit\u00e0 e alla ricerca di ulteriori problemi di sicurezza.<\/p>\n<p>Tra i progetti inizialmente coinvolti compaiono cURL, NATS Server, pyca\/cryptography, Sigstore, aiohttp, Go, freenginx, Python e python.org. Si tratta di componenti e infrastrutture utilizzati in diversi ambiti dello sviluppo software, dalle comunicazioni di rete alla crittografia.<\/p>\n<p>La collaborazione inizia con un confronto con i manutentori, che individuano le necessit\u00e0 del progetto e stabiliscono le modalit\u00e0 di intervento. I ricercatori possono quindi utilizzare modelli AI e strumenti di analisi per esaminare il codice, individuare potenziali problemi, verificarne la rilevanza e contribuire alla preparazione delle correzioni.<\/p>\n<p>La <strong>verifica umana delle segnalazioni<\/strong> costituisce una parte essenziale del procedimento. I sistemi AI possono produrre falsi positivi, interpretare erroneamente il comportamento di un programma oppure segnalare problemi gi\u00e0 conosciuti. Una comunicazione non sufficientemente verificata rischierebbe di aumentare il carico di lavoro dei manutentori senza migliorare la sicurezza.<\/p>\n<p>Trail of Bits ha quindi adottato procedure di controllo nelle quali gli specialisti esaminano i risultati prima di trasmetterli ai responsabili dei progetti. Le verifiche comprendono la conferma del problema, l'eliminazione dei duplicati, la valutazione della gravit\u00e0 e la compatibilit\u00e0 delle eventuali modifiche con il funzionamento del software.<\/p>\n<p>Nel resoconto pubblicato a giugno, OpenAI ha riferito che il lavoro di Trail of Bits aveva interessato 19 progetti open source, portando all'individuazione di centinaia di problemi di sicurezza e all'integrazione di decine di correzioni. Sono risultati riferiti alle attivit\u00e0 iniziali del programma, non una misura generale dell'efficacia dell'intelligenza artificiale nella cybersecurity.<\/p>\n<p>Il successivo intervento su PHP aggiunge un elemento organizzativo: quando una vulnerabilit\u00e0 interessa software particolarmente diffuso, la collaborazione tra ricercatori e manutentori potrebbe non essere sufficiente a raggiungere rapidamente tutte le organizzazioni esposte.<\/p>\n<h2>Dalla scoperta alla correzione: le cinque fasi della risposta<\/h2>\n<p>L'approccio illustrato il 21 ottobre prevede un modello articolato in cinque fasi, proposto come riferimento per affrontare vulnerabilit\u00e0 critiche che interessano un numero elevato di sistemi.<\/p>\n<p>La prima riguarda la conferma della vulnerabilit\u00e0 e la preparazione della correzione. Ricercatori, manutentori e partner tecnici verificano il problema, ne valutano le conseguenze e sviluppano aggiornamenti sottoposti a test. I modelli AI possono contribuire anche all'esame delle modifiche, cercando eventuali problemi residui o varianti della vulnerabilit\u00e0 originaria.<\/p>\n<p>La seconda fase consiste nel coinvolgimento anticipato delle organizzazioni che devono predisporre misure di protezione. Un distributore software potrebbe aver bisogno di adattare una correzione a una versione ancora supportata, mentre un fornitore di hosting potrebbe dover verificare gli effetti dell'aggiornamento sull'infrastruttura gestita.<\/p>\n<p>Il terzo passaggio coinvolge le istituzioni competenti nella sicurezza informatica, soprattutto quando il problema pu\u00f2 interessare infrastrutture critiche o servizi essenziali. Nel caso PHP, la collaborazione ha previsto contatti con diversi organismi statunitensi, tra cui la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA), l'Office of the National Cyber Director e strutture della Casa Bianca, oltre a interlocutori internazionali.<\/p>\n<p>La quarta fase \u00e8 dedicata alla preparazione degli aggiornamenti nei prodotti coinvolti. Una correzione pubblicata dagli sviluppatori originari pu\u00f2 richiedere ulteriore lavoro da parte dei distributori e dei fornitori di servizi prima di raggiungere tutti gli ambienti interessati.<\/p>\n<p>Infine, la pubblicazione delle indicazioni di sicurezza deve essere accompagnata dal supporto alla distribuzione delle patch e dalla verifica degli aggiornamenti installati.<\/p>\n<p>Il modello introduce una questione particolarmente rilevante per l'<strong>AI nella gestione delle vulnerabilit\u00e0 informatiche<\/strong>: la velocit\u00e0 della ricerca deve essere accompagnata dalla capacit\u00e0 delle organizzazioni di recepire e applicare le correzioni.<\/p>\n<p>Una vulnerabilit\u00e0 individuata rapidamente rimane infatti un problema operativo finch\u00e9 i sistemi esposti non vengono aggiornati o protetti attraverso misure adeguate.<\/p>\n<h2>Comunicazione responsabile e informazioni riservate<\/h2>\n<p>La divulgazione delle vulnerabilit\u00e0 informatiche richiede un equilibrio tra trasparenza e protezione degli utenti. Pubblicare immediatamente tutti i dettagli tecnici di una falla potrebbe consentire ai malintenzionati di sfruttarla prima che gli amministratori dei sistemi abbiano ricevuto e installato gli aggiornamenti.<\/p>\n<p>Ritardare eccessivamente le informazioni, d'altra parte, pu\u00f2 impedire alle organizzazioni di valutare i rischi e adottare tempestivamente le misure necessarie.<\/p>\n<p>Il modello di Patch the Planet propone di valutare preventivamente quali soggetti debbano ricevere determinate informazioni, considerando il loro ruolo nella protezione dei sistemi, i tempi necessari per intervenire e la capacit\u00e0 di gestire materiale riservato.<\/p>\n<p>La decisione su chi coinvolgere prima della divulgazione rimane ai manutentori del software. Anche le informazioni condivise devono essere proporzionate alle esigenze operative dei destinatari.<\/p>\n<p>Un fornitore di infrastrutture pu\u00f2 avere bisogno di indicazioni per preparare controlli di sicurezza, mentre chi sviluppa una correzione pu\u00f2 necessitare di documentazione tecnica pi\u00f9 approfondita. La circolazione di dettagli sensibili deve quindi essere limitata a quanto necessario per realizzare le attivit\u00e0 difensive.<\/p>\n<p>Il calendario della divulgazione pu\u00f2 inoltre cambiare se emergono elementi nuovi, come prove di sfruttamento attivo, diffusione non autorizzata delle informazioni o ritardi significativi nella distribuzione delle correzioni.<\/p>\n<p>Questo approccio si collega ai principi della <em>coordinated vulnerability disclosure<\/em>, gi\u00e0 riconosciuti nelle pratiche internazionali di cybersecurity e descritti nella norma ISO\/IEC 29147.<\/p>\n<p>Nel luglio 2026, CISA, NSA e partner internazionali hanno pubblicato indicazioni rivolte ai produttori software e ai fornitori di servizi per organizzare programmi di comunicazione coordinata con i ricercatori esterni.<\/p>\n<p>L'elemento introdotto da Patch the Planet riguarda soprattutto l'adattamento di queste procedure a una ricerca delle vulnerabilit\u00e0 nella quale i modelli AI possono aumentare considerevolmente la capacit\u00e0 di analizzare il codice.<\/p>\n<h2>Il problema della velocit\u00e0 e il ruolo degli agenti AI<\/h2>\n<p>La maggiore capacit\u00e0 degli strumenti automatici di individuare difetti nel software pu\u00f2 produrre due conseguenze differenti.<\/p>\n<p>Da una parte, ricercatori e manutentori hanno la possibilit\u00e0 di identificare problemi che richiederebbero analisi manuali particolarmente impegnative. Dall'altra, strumenti simili potrebbero essere impiegati per individuare vulnerabilit\u00e0 da sfruttare in attivit\u00e0 dannose.<\/p>\n<p>OpenAI utilizza l'espressione <em>Defender's Window<\/em> per descrivere l'intervallo nel quale i difensori possono preparare correzioni e protezioni prima che una vulnerabilit\u00e0 venga sfruttata dagli attaccanti.<\/p>\n<p>Nel caso delle falle PHP, la societ\u00e0 ha dichiarato che, per quanto a sua conoscenza, l'individuazione attraverso sistemi AI avanzati \u00e8 avvenuta prima della scoperta da parte di soggetti ostili. Questa ricostruzione non equivale alla dimostrazione che nessun altro soggetto fosse a conoscenza delle vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n<p>L'<strong>AI nella gestione delle vulnerabilit\u00e0 informatiche<\/strong> pone quindi una questione di tempi, oltre che di capacit\u00e0 tecniche. La ricerca automatizzata pu\u00f2 accelerare l'individuazione dei problemi, ma gli aggiornamenti devono comunque attraversare procedure di verifica, approvazione, distribuzione e installazione.<\/p>\n<p>Queste attivit\u00e0 dipendono da persone, organizzazioni e infrastrutture che operano con responsabilit\u00e0 differenti.<\/p>\n<p>L'utilizzo di agenti AI pu\u00f2 essere particolarmente utile nelle attivit\u00e0 ripetitive, nell'analisi delle segnalazioni duplicate, nel confronto tra modifiche del codice e nella preparazione di test. L'automazione pu\u00f2 contribuire anche alla documentazione delle correzioni, riducendo parte del lavoro necessario ai gruppi di sviluppo.<\/p>\n<p>Rimangono per\u00f2 indispensabili le verifiche sulla correttezza degli aggiornamenti. Una patch che elimina una vulnerabilit\u00e0 potrebbe introdurre incompatibilit\u00e0, compromettere funzionalit\u00e0 esistenti oppure non risolvere completamente il problema originario.<\/p>\n<p>Per questo motivo, il progetto mantiene il controllo delle modifiche e delle decisioni di divulgazione nelle mani dei responsabili del software.<\/p>\n<h2>Le conseguenze per le imprese che utilizzano software e servizi digitali<\/h2>\n<p>L'esperienza di PHP mostra quanto la sicurezza di un'organizzazione dipenda da componenti tecnologici sviluppati e mantenuti anche all'esterno dell'azienda.<\/p>\n<p>Un'impresa pu\u00f2 utilizzare software open source direttamente nei propri sistemi, attraverso applicazioni commerciali oppure tramite servizi forniti da terzi. In ciascuna di queste situazioni cambiano le responsabilit\u00e0 operative, ma resta necessario conoscere quali componenti siano presenti nell'infrastruttura e chi debba occuparsi degli aggiornamenti.<\/p>\n<p>La prima conseguenza riguarda quindi l'inventario tecnologico. Identificare le versioni installate, gli ambienti nei quali vengono utilizzate e i rispettivi responsabili consente di valutare pi\u00f9 rapidamente l'esposizione quando viene pubblicato un avviso di sicurezza.<\/p>\n<p>Per gli ambienti PHP, OpenAI ha messo a disposizione anche uno strumento di verifica delle versioni utilizzabile come skill di Codex. La sua funzione \u00e8 aiutare gli operatori a individuare installazioni potenzialmente vulnerabili e orientare la scelta degli aggiornamenti sulla base delle indicazioni ufficiali.<\/p>\n<p>La verifica della versione, tuttavia, non sostituisce un'analisi della configurazione o un controllo completo dello stato di sicurezza del sistema.<\/p>\n<p>La seconda conseguenza riguarda la gestione delle patch. Nelle infrastrutture aziendali, un aggiornamento pu\u00f2 richiedere verifiche di compatibilit\u00e0 con applicazioni, estensioni, librerie e servizi collegati. Per i sistemi pi\u00f9 importanti pu\u00f2 essere necessario predisporre procedure di ripristino e verificare il comportamento dell'applicazione dopo l'intervento.<\/p>\n<p>La gravit\u00e0 della vulnerabilit\u00e0 deve comunque orientare le priorit\u00e0. Nel caso delle due falle PHP pubblicate il 21 ottobre, i manutentori hanno richiesto aggiornamenti immediati e precisato che non esistono mitigazioni complete alternative alle versioni corrette.<\/p>\n<p>Le imprese che utilizzano hosting gestito o piattaforme esterne devono inoltre chiarire con i fornitori chi sia responsabile degli interventi e come venga comunicata l'avvenuta installazione delle correzioni.<\/p>\n<p>Un contratto di manutenzione o un servizio gestito non garantiscono, da soli, che tutte le componenti interessate siano state aggiornate. La verifica deve riguardare l'ambiente effettivamente in esecuzione.<\/p>\n<h2>Valutare le priorit\u00e0 senza affidarsi soltanto alla gravit\u00e0 delle falle<\/h2>\n<p>L'adozione dell'<strong>AI nella gestione delle vulnerabilit\u00e0 informatiche<\/strong> pu\u00f2 aumentare la quantit\u00e0 di segnalazioni disponibili per i gruppi IT. Questo rende ancora pi\u00f9 importante distinguere i problemi che richiedono un intervento immediato da quelli che possono essere affrontati attraverso una pianificazione ordinaria.<\/p>\n<p>Un punteggio elevato di gravit\u00e0 \u00e8 un elemento rilevante, ma la decisione deve considerare anche l'esposizione del sistema, l'eventuale sfruttamento documentato della vulnerabilit\u00e0 e le conseguenze di una compromissione per l'organizzazione.<\/p>\n<p>Le indicazioni CISA sulla prioritizzazione delle vulnerabilit\u00e0 richiamano proprio la necessit\u00e0 di considerare questi fattori nel definire le attivit\u00e0 di correzione.<\/p>\n<p>Un sistema esposto direttamente a Internet pu\u00f2 richiedere tempi di intervento diversi rispetto a un componente utilizzato esclusivamente in un ambiente isolato. Analogamente, la presenza di informazioni riservate, servizi essenziali o processi aziendali critici pu\u00f2 modificare la valutazione delle conseguenze.<\/p>\n<p>Le protezioni temporanee possono ridurre alcuni rischi durante la preparazione degli aggiornamenti, ma devono essere considerate in relazione alle indicazioni dei produttori. Non tutte le vulnerabilit\u00e0 possono essere neutralizzate attraverso modifiche della configurazione o strumenti di filtraggio del traffico.<\/p>\n<p>Anche le attivit\u00e0 di verifica successive all'installazione assumono un ruolo preciso. Accertare che una patch sia stata distribuita correttamente permette di distinguere un intervento pianificato da una correzione effettivamente completata.<\/p>\n<p>Quando vi sono elementi che fanno sospettare una compromissione precedente all'aggiornamento, pu\u00f2 inoltre essere necessario eseguire verifiche specifiche sull'integrit\u00e0 dei sistemi.<\/p>\n<h2>Risorse per il software open source e limiti del progetto<\/h2>\n<p>La manutenzione del software open source costituisce una delle difficolt\u00e0 affrontate direttamente da Patch the Planet.<\/p>\n<p>Molti componenti utilizzati nelle infrastrutture digitali sono sviluppati da gruppi relativamente piccoli, che devono seguire contemporaneamente nuove funzionalit\u00e0, problemi di compatibilit\u00e0, richieste degli utenti e segnalazioni di sicurezza.<\/p>\n<p>L'aumento delle vulnerabilit\u00e0 individuate attraverso strumenti automatici rischia di accrescere questa pressione, soprattutto quando le segnalazioni richiedono verifiche lunghe e complesse.<\/p>\n<p>Il programma prevede quindi il coinvolgimento diretto di specialisti e la disponibilit\u00e0 di strumenti AI per sostenere l'analisi del codice, la preparazione dei test e lo sviluppo delle correzioni.<\/p>\n<p>Ai progetti partecipanti sono previste risorse come l'accesso a ChatGPT Pro, crediti API e, a determinate condizioni, Codex Security.<\/p>\n<p>OpenAI ha inoltre annunciato un impegno da un miliardo di dollari in accesso sovvenzionato alle capacit\u00e0 Daybreak attraverso il programma Daybreak for Frontline Defenders, rivolto in particolare alle organizzazioni con risorse di sicurezza limitate impegnate nella protezione di servizi essenziali.<\/p>\n<p>Si tratta di un impegno relativo all'accesso agevolato agli strumenti, che non deve essere confuso con un miliardo di dollari gi\u00e0 distribuito sotto forma di finanziamenti diretti.<\/p>\n<p>Un ulteriore tema riguarda la prevenzione degli utilizzi impropri. OpenAI sta lavorando a sistemi di controllo destinati a limitare gli impieghi dannosi delle capacit\u00e0 cyber dei propri modelli, riconoscendo per\u00f2 che restrizioni eccessive possono ostacolare anche attivit\u00e0 legittime di ricerca sulla sicurezza.<\/p>\n<p>Il progetto non elimina quindi le difficolt\u00e0 legate all'utilizzo dell'intelligenza artificiale in ambiti sensibili. Introduce piuttosto un'organizzazione del lavoro nella quale le capacit\u00e0 automatiche vengono affiancate da controlli specialistici e procedure di comunicazione.<\/p>\n<h2>La sicurezza del software dipender\u00e0 anche dalla capacit\u00e0 di distribuire gli aggiornamenti<\/h2>\n<p>Il caso PHP evidenzia una distinzione che assume crescente importanza nelle attivit\u00e0 di cybersecurity: individuare una vulnerabilit\u00e0, correggerla nel codice e proteggere i sistemi utilizzati dalle organizzazioni sono operazioni differenti.<\/p>\n<p>La ricerca pu\u00f2 essere accelerata dai modelli AI, mentre la distribuzione delle correzioni continua a dipendere dalla cooperazione tra manutentori, fornitori, amministratori dei sistemi e responsabili della sicurezza.<\/p>\n<p>Il modello presentato da OpenAI il 21 ottobre non costituisce ancora uno standard internazionale adottato universalmente. \u00c8 una proposta operativa sviluppata sulla base di collaborazioni concrete, che la societ\u00e0 intende perfezionare attraverso il confronto con la comunit\u00e0 della sicurezza informatica.<\/p>\n<p>I risultati dichiarati nelle prime attivit\u00e0 dimostrano che strumenti AI e gruppi di ricerca possono contribuire all'individuazione e alla correzione di problemi complessi. Non consentono, invece, di quantificare una riduzione complessiva degli attacchi informatici o dei danni economici per le imprese.<\/p>\n<p>Per le organizzazioni che gestiscono infrastrutture digitali, l'<strong>AI nella gestione delle vulnerabilit\u00e0 informatiche<\/strong> richieder\u00e0 soprattutto processi capaci di trasformare le segnalazioni in interventi verificabili, senza perdere il controllo sulle modifiche introdotte nei sistemi.<\/p>\n<p>Il caso PHP presenta anche una scadenza precisa. La versione 8.2 raggiunger\u00e0 la fine del supporto di sicurezza il 31 dicembre 2026. Le organizzazioni che la utilizzano devono quindi considerare, oltre all'aggiornamento urgente alle versioni corrette, la migrazione verso un ramo ancora supportato.<\/p>\n<p>\u00c8 una conseguenza operativa che va oltre le due vulnerabilit\u00e0 scoperte: la protezione di un'infrastruttura dipende anche dalla continuit\u00e0 della manutenzione e dalla possibilit\u00e0 di ricevere nuove correzioni quando emergono problemi successivi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due vulnerabilit\u00e0 critiche del linguaggio PHP, utilizzato da milioni di applicazioni e siti web, hanno richiesto un intervento coordinato tra sviluppatori, ricercatori di sicurezza e fornitori di infrastrutture digitali. 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