{"id":2066,"date":"2026-10-28T18:36:07","date_gmt":"2026-10-28T17:36:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/?p=2066"},"modified":"2026-10-28T17:07:11","modified_gmt":"2026-10-28T16:07:11","slug":"accessibilita-digitale-aziende-europee-studio-pmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/accessibilita-digitale-aziende-europee-studio-pmi\/","title":{"rendered":"Accessibilit\u00e0 digitale nelle aziende europee, uno studio rivela le difficolt\u00e0 delle PMI nell'applicare le nuove regole"},"content":{"rendered":"<p>L'accessibilit\u00e0 dei prodotti e dei servizi \u00e8 entrata nelle strategie di numerose imprese europee, ma trasformare gli obblighi normativi in procedure operative rimane complicato, soprattutto per le realt\u00e0 di dimensioni pi\u00f9 piccole. \u00c8 quanto emerge da una ricerca pubblicata il 27 ottobre 2026 da AccessibleEU, il centro europeo di riferimento per l'accessibilit\u00e0 sostenuto dalla Commissione europea, che ha raccolto informazioni presso 75 aziende di diversi settori e Paesi dell'Unione.<\/p>\n<p>Lo studio mette in evidenza una distanza tra la crescente conoscenza delle regole e la loro applicazione nelle attivit\u00e0 quotidiane. Le imprese riconoscono sempre pi\u00f9 spesso l'importanza di progettare prodotti e servizi utilizzabili dalle persone con disabilit\u00e0, ma incontrano difficolt\u00e0 quando devono individuare i requisiti applicabili, formare il personale, effettuare verifiche tecniche e integrare l'accessibilit\u00e0 nei processi aziendali.<\/p>\n<p>Il problema riguarda direttamente l'<strong>European Accessibility Act<\/strong>, la direttiva europea i cui requisiti hanno trovato applicazione a partire dal 28 giugno 2025. A oltre un anno da quella scadenza, la ricerca offre elementi utili per comprendere perch\u00e9 l'adeguamento normativo proceda con velocit\u00e0 differenti e quali ostacoli incidano maggiormente sulle piccole e medie imprese.<\/p>\n<h2>Cosa emerge dalla ricerca condotta su 75 aziende europee<\/h2>\n<p>L'indagine \u00e8 stata sviluppata attraverso analisi documentali, questionari, interviste e incontri di validazione realizzati tra settembre 2025 e marzo 2026. Il coinvolgimento di 75 imprese di differenti dimensioni, appartenenti a pi\u00f9 settori economici e distribuite in diversi Stati membri, ha permesso di esaminare il rapporto tra consapevolezza normativa, organizzazione interna e pratiche di accessibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Uno dei risultati pi\u00f9 significativi riguarda il cambiamento nella percezione dell'argomento. L'accessibilit\u00e0 viene considerata da molte organizzazioni nell'ambito della trasformazione digitale, della gestione aziendale e del miglioramento dell'esperienza dei clienti. Questa maggiore attenzione, tuttavia, non corrisponde sempre alla presenza di procedure consolidate.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 emergono soprattutto quando i principi generali devono essere tradotti in attivit\u00e0 verificabili. Un'impresa pu\u00f2 conoscere gli obblighi relativi all'accessibilit\u00e0 dei servizi digitali senza avere definito chi debba controllare un nuovo sito, quali requisiti inserire nei contratti con i fornitori o come verificare il funzionamento di un'applicazione attraverso le tecnologie assistive.<\/p>\n<p>Lo studio sull'<strong>accessibilit\u00e0 digitale nelle aziende europee<\/strong> individua proprio in questa fase operativa uno dei principali punti deboli. La complessit\u00e0 della regolamentazione, l'incertezza interpretativa, la frammentazione delle indicazioni disponibili e la carenza di competenze specialistiche rendono difficile costruire un sistema di gestione continuativo.<\/p>\n<p>Le imprese pi\u00f9 grandi dispongono generalmente di strutture organizzative e capacit\u00e0 tecniche pi\u00f9 mature. Nelle PMI, invece, i vincoli economici e organizzativi rendono pi\u00f9 complicato destinare personale, formazione e strumenti specifici alle attivit\u00e0 di adeguamento.<\/p>\n<p>Il campione esaminato non consente di stabilire quale percentuale delle imprese europee sia effettivamente conforme alla normativa. I risultati descrivono le esperienze e le difficolt\u00e0 riscontrate dalle aziende coinvolte, senza rappresentare una misurazione statistica dell'intero mercato dell'Unione.<\/p>\n<h2>European Accessibility Act, quali obblighi riguardano le imprese<\/h2>\n<p>La direttiva europea 2019\/882, conosciuta come European Accessibility Act, ha introdotto requisiti comuni per determinate categorie di prodotti e servizi. L'obiettivo \u00e8 ridurre le differenze normative tra gli Stati membri e migliorare la possibilit\u00e0, per le persone con disabilit\u00e0, di utilizzare beni e servizi disponibili nel mercato europeo.<\/p>\n<p>La disciplina comprende, tra gli altri, computer e sistemi operativi, smartphone, terminali di pagamento, sportelli automatici, servizi bancari rivolti ai consumatori, commercio elettronico, libri elettronici e determinati servizi di comunicazione e trasporto passeggeri.<\/p>\n<p>Il campo di applicazione non coincide quindi con tutti i siti internet aziendali indistintamente. Gli obblighi dipendono dalla tipologia di prodotto o servizio, dalle caratteristiche dell'operatore e dalle disposizioni applicabili al singolo caso.<\/p>\n<p>Per i servizi digitali interessati, l'accessibilit\u00e0 comporta requisiti che riguardano la presentazione delle informazioni, la navigazione, la compatibilit\u00e0 con le tecnologie assistive e la possibilit\u00e0 di completare le operazioni previste anche in presenza di limitazioni sensoriali, motorie o cognitive.<\/p>\n<p>Un sito di commercio elettronico, ad esempio, deve essere valutato considerando l'intero percorso necessario per consultare i prodotti e concludere un acquisto. La leggibilit\u00e0 delle descrizioni, l'utilizzo dei moduli, la gestione degli errori e l'accessibilit\u00e0 dei passaggi di pagamento contribuiscono a determinare se il servizio possa essere effettivamente utilizzato.<\/p>\n<p>La direttiva prevede anche disposizioni specifiche per le imprese di dimensioni molto ridotte. Le microimprese che forniscono servizi, definite secondo i parametri europei di meno di dieci dipendenti e fatturato annuo o totale di bilancio non superiore a due milioni di euro, beneficiano di un'esenzione dai requisiti della direttiva. Per le microimprese che operano sui prodotti sono invece previste alcune semplificazioni degli obblighi.<\/p>\n<p>Esistono inoltre disposizioni transitorie e condizioni particolari legate all'onere sproporzionato o alla modifica sostanziale della natura di un prodotto o servizio. Queste possibilit\u00e0 non equivalgono a un'esenzione generalizzata e richiedono, nei casi previsti, valutazioni documentate.<\/p>\n<p>La distinzione \u00e8 rilevante per l'accessibilit\u00e0 digitale nelle aziende europee: una piccola impresa soggetta alla normativa pu\u00f2 avere difficolt\u00e0 organizzative simili a quelle di una microimpresa esente, ma responsabilit\u00e0 giuridiche differenti.<\/p>\n<h2>Formazione, competenze tecniche e verifiche: dove si concentrano le difficolt\u00e0<\/h2>\n<p>Tra le esigenze individuate da AccessibleEU compare la necessit\u00e0 di una formazione maggiormente collegata alle mansioni svolte. L'accessibilit\u00e0 richiede infatti competenze differenti a seconda che si intervenga nella progettazione di un'interfaccia, nello sviluppo software, nella produzione dei contenuti o nell'assistenza ai clienti.<\/p>\n<p>Un responsabile degli acquisti deve sapere quali caratteristiche richiedere a un fornitore. Chi sviluppa un'applicazione deve conoscere i criteri tecnici necessari per renderla utilizzabile attraverso tastiera o lettori di schermo. Il personale incaricato di aggiornare un sito deve prestare attenzione alla struttura dei testi, alle descrizioni delle immagini e alla corretta organizzazione dei contenuti.<\/p>\n<p>Per un'azienda con risorse limitate, acquisire tutte queste competenze internamente pu\u00f2 risultare oneroso. Affidarsi a professionisti esterni rappresenta una possibilit\u00e0, ma rimane necessario individuare le attivit\u00e0 da commissionare e comprendere come valutarne i risultati.<\/p>\n<p>La ricerca richiama anche l'esigenza di <strong>strumenti di verifica economicamente accessibili<\/strong>. I controlli automatici possono individuare numerosi problemi tecnici, ma non sono sufficienti a stabilire da soli se un prodotto digitale sia realmente utilizzabile.<\/p>\n<p>Le verifiche richiedono anche valutazioni manuali, prove di navigazione e, quando pertinenti, test con persone che utilizzano tecnologie assistive. Un software pu\u00f2 segnalare la mancanza di una descrizione alternativa per un'immagine, ma la presenza di un testo non garantisce automaticamente che quella descrizione sia comprensibile o utile.<\/p>\n<p>La disponibilit\u00e0 di strumenti adeguati diventa quindi una questione organizzativa, oltre che economica. Senza procedure di controllo, un problema risolto durante la realizzazione iniziale di un sito pu\u00f2 ripresentarsi dopo l'aggiornamento di una pagina, l'introduzione di una nuova funzionalit\u00e0 o la sostituzione di un componente software.<\/p>\n<p>L'indagine segnala inoltre la richiesta di indicazioni pi\u00f9 uniformi e facilmente applicabili. La presenza di norme, standard tecnici e documentazione distribuita tra differenti organismi pu\u00f2 complicare l'interpretazione dei requisiti, soprattutto quando l'impresa non dispone di personale specializzato.<\/p>\n<p>Per questo motivo, il miglioramento dell'accessibilit\u00e0 digitale nelle aziende europee dipende anche dalla disponibilit\u00e0 di istruzioni pratiche, formazione mirata e strumenti di condivisione delle conoscenze tra organizzazioni.<\/p>\n<h2>Dalla conformit\u00e0 normativa alla qualit\u00e0 dell'esperienza dei clienti<\/h2>\n<p>Le difficolt\u00e0 analizzate da AccessibleEU hanno conseguenze che vanno oltre la gestione degli adempimenti legislativi. Un'interfaccia poco accessibile pu\u00f2 impedire a una persona di ottenere informazioni, confrontare servizi, effettuare un pagamento oppure contattare l'assistenza.<\/p>\n<p>Alcuni problemi coinvolgono direttamente gli utenti con disabilit\u00e0. Altri possono compromettere l'esperienza di una platea pi\u00f9 ampia, comprese persone anziane o utenti che incontrano difficolt\u00e0 temporanee nell'utilizzo di determinati dispositivi.<\/p>\n<p>Testi con contrasto insufficiente possono risultare difficili da leggere. Moduli privi di indicazioni comprensibili possono ostacolare la compilazione. Percorsi di navigazione che richiedono esclusivamente l'utilizzo del mouse possono escludere chi si affida alla tastiera o ad altri strumenti di interazione.<\/p>\n<p>L'European Accessibility Act affronta queste situazioni attraverso requisiti funzionali che mirano a rendere prodotti e servizi percepibili, utilizzabili e comprensibili, tenendo conto delle diverse modalit\u00e0 di accesso.<\/p>\n<p>Sul piano aziendale, questo approccio porta a considerare l'accessibilit\u00e0 durante la progettazione dell'esperienza del cliente. Il funzionamento di un servizio deve essere verificato anche rispetto alle esigenze di chi utilizza tecnologie assistive o modalit\u00e0 di interazione differenti da quelle pi\u00f9 comuni.<\/p>\n<p>Il rapporto tra accessibilit\u00e0 e risultati commerciali richiede comunque prudenza. La ricerca di AccessibleEU non fornisce elementi per attribuire all'adeguamento normativo incrementi specifici delle vendite o dei tassi di conversione. \u00c8 invece possibile individuare un collegamento concreto tra la rimozione degli ostacoli di utilizzo e la possibilit\u00e0 di accedere a servizi che, diversamente, potrebbero risultare inaccessibili.<\/p>\n<p>La qualit\u00e0 dell'esperienza diventa cos\u00ec un criterio pertinente per valutare l'accessibilit\u00e0 digitale nelle aziende europee, accanto alla verifica della conformit\u00e0 legislativa.<\/p>\n<h2>Il ruolo dei fornitori e degli acquisti aziendali<\/h2>\n<p>Una delle indicazioni pi\u00f9 interessanti della ricerca riguarda la necessit\u00e0 di integrare l'accessibilit\u00e0 nei processi di approvvigionamento e sviluppo dei prodotti.<\/p>\n<p>Numerose imprese utilizzano piattaforme tecnologiche, sistemi di pagamento, applicazioni e servizi realizzati da fornitori esterni. Anche quando la gestione tecnica \u00e8 affidata a terzi, l'azienda deve comprendere quali requisiti riguardino il servizio offerto ai propri clienti e quali responsabilit\u00e0 rimangano a suo carico.<\/p>\n<p>L'inserimento delle caratteristiche di accessibilit\u00e0 nelle specifiche di acquisto pu\u00f2 ridurre il rischio di adottare soluzioni che richiedano successive modifiche. Lo stesso principio riguarda i contratti per la progettazione di siti, applicazioni e interfacce digitali.<\/p>\n<p>I requisiti dovrebbero essere definiti prima dello sviluppo e accompagnati da verifiche coerenti con le caratteristiche del prodotto o servizio. Quando disponibili e pertinenti, standard tecnici come le Web Content Accessibility Guidelines possono costituire riferimenti utili per valutare determinati aspetti dell'accessibilit\u00e0 web, fermo restando che la conformit\u00e0 alla normativa europea deve essere verificata rispetto agli obblighi effettivamente applicabili.<\/p>\n<p>Questo approccio richiede una collaborazione tra responsabili aziendali, fornitori tecnologici, personale incaricato dei contenuti e specialisti dell'accessibilit\u00e0. Una modifica effettuata in un solo reparto pu\u00f2 incidere sull'esperienza complessiva del cliente, rendendo necessari controlli anche nelle fasi successive alla pubblicazione.<\/p>\n<p>La ricerca di AccessibleEU evidenzia proprio la distanza tra le iniziative isolate e un'integrazione stabile dell'accessibilit\u00e0 nei processi decisionali. Le organizzazioni che intendono affrontare il problema devono quindi considerare anche la manutenzione, gli aggiornamenti e il controllo delle soluzioni gi\u00e0 adottate.<\/p>\n<h2>Le priorit\u00e0 individuate da AccessibleEU per sostenere le PMI<\/h2>\n<p>La pubblicazione del 27 ottobre individua alcune necessit\u00e0 ricorrenti tra le aziende coinvolte: orientamenti operativi pi\u00f9 chiari, approcci armonizzati, formazione specifica per le diverse funzioni professionali, strumenti di verifica sostenibili e maggiori opportunit\u00e0 di condivisione delle competenze.<\/p>\n<p>Sono indicazioni particolarmente pertinenti per le PMI, che possono incontrare maggiori difficolt\u00e0 nel costruire strutture interne dedicate alla conformit\u00e0. La disponibilit\u00e0 di conoscenze tecniche e giuridiche diventa determinante quando occorre stabilire quali prodotti o servizi siano soggetti alla normativa e quali interventi realizzare.<\/p>\n<p>Un ulteriore elemento riguarda il coordinamento tra le iniziative nazionali. Sebbene l'European Accessibility Act stabilisca un quadro comune, le imprese devono confrontarsi con le disposizioni di recepimento e con le autorit\u00e0 competenti nei diversi Stati membri. La maggiore uniformit\u00e0 delle indicazioni applicative pu\u00f2 rendere pi\u00f9 semplice la gestione dei requisiti, soprattutto per gli operatori attivi in pi\u00f9 mercati.<\/p>\n<p>La ricerca sull'accessibilit\u00e0 digitale nelle aziende europee arriva mentre le istituzioni comunitarie continuano a monitorare l'attuazione delle regole. Il 26 ottobre 2026 AccessibleEU ha pubblicato anche i rapporti di monitoraggio relativi al 2025, elaborati attraverso 30 indicatori riguardanti ambiente costruito, tecnologie dell'informazione e della comunicazione, trasporti e politiche pubbliche.<\/p>\n<p>Questi rapporti segnalano progressi sul piano normativo e organizzativo, ma anche differenze significative nei livelli di conformit\u00e0 digitale e nella disponibilit\u00e0 di dati comparabili tra Paesi.<\/p>\n<p>Per le imprese coinvolte nei settori disciplinati dall'European Accessibility Act, la questione operativa riguarda quindi la capacit\u00e0 di trasformare gli obblighi in controlli ripetibili. La verifica iniziale di un prodotto o servizio rappresenta una fase del lavoro; aggiornamenti tecnologici, modifiche dei contenuti e introduzione di nuove funzionalit\u00e0 richiedono che l'accessibilit\u00e0 continui a essere considerata nelle normali procedure aziendali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L'accessibilit\u00e0 dei prodotti e dei servizi \u00e8 entrata nelle strategie di numerose imprese europee, ma trasformare gli obblighi normativi in procedure operative rimane complicato, soprattutto per le realt\u00e0 di dimensioni pi\u00f9 piccole. \u00c8 quanto emerge da una ricerca pubblicata il 27 ottobre 2026 da AccessibleEU, il centro europeo di riferimento per l'accessibilit\u00e0 sostenuto dalla Commissione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2067,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[16],"tags":[],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2066"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2066"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2066\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2068,"href":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2066\/revisions\/2068"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2067"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2066"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2066"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2066"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}