{"id":1294,"date":"2022-07-20T14:32:51","date_gmt":"2022-07-20T12:32:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/?p=1294"},"modified":"2022-07-20T14:33:01","modified_gmt":"2022-07-20T12:33:01","slug":"stufe-a-pellet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nuoviclienti.com\/magazine\/stufe-a-pellet\/","title":{"rendered":"Stufe a pellet: guida alla scelta"},"content":{"rendered":"\n<p>Il <strong>funzionamento di una stufa a pellet<\/strong> pu\u00f2 essere paragonato a quello di una stufa a legna tradizionale, ma ci sono evidenti differenze tra le due soluzioni, sia in termini di capacit\u00e0 di riscaldamento che dal punto di vista delle emissioni inquinanti. Se \u00e8 vero che i prezzi sono in crescita, \u00e8 altrettanto vero che il pellet continua a garantire un certo risparmio in confronto ai sistemi classici. Ecco, quindi, che cosa vale la pena di sapere <strong>in previsione di un acquisto<\/strong>, ricordando che il pi\u00f9 importante aspetto da tenere in considerazione riguarda le dimensioni dell\u2019ambiente, e cio\u00e8 i metri cubi dei locali che devono essere riscaldati. Per tutte le stufe a pellet, i dati tecnici riportano sempre la potenza, e quindi i metri cubi che possono essere riscaldati. Ipotizzando di avere a che fare con una <strong>stufa da 12 kW<\/strong>, per esempio, si ha l\u2019opportunit\u00e0 di riscaldare pi\u00f9 o meno 300 metri cubi.<\/p>\n\n\n\n<h2>Stufe a pellet: gli incentivi<\/h2>\n\n\n\n<p>Entrando nella pagina <a href=\"http:\/\/www.stufeapelletprezzi.it\">www.stufeapelletprezzi.it<\/a> si ha la possibilit\u00e0 di scoprire qual \u00e8 il prezzo giusto del pellet, cos\u00ec da effettuare un <strong>acquisto consapevole e vantaggioso<\/strong>. \u00c8 possibile anche usufruire di incentivi per l\u2019acquisto delle stufe a pellet, grazie a cui \u00e8 possibile sostituire i modelli pi\u00f9 datati con soluzioni pi\u00f9 all\u2019avanguardia, grazie a cui \u00e8 possibile contenere le emissioni. Uno degli incentivi a disposizione \u00e8 la <strong>detrazione Irpef pari al 50%,<\/strong> che viene dilazionata in dieci anni; in alternativa si pu\u00f2 optare per un contributo diretto se si vuole cambiare il dispositivo vecchio con un modello nuovo, secondo il cosiddetto conto termico.<\/p>\n\n\n\n<h2>La programmazione della stufa a pellet<\/h2>\n\n\n\n<p>Uno degli aspetti positivi che caratterizzano le stufe a pellet ha a che fare con la possibilit\u00e0 di programmarle. Per procedere in tal senso \u00e8 sufficiente rispettare le informazioni che sono indicate sul <strong>libretto di istruzioni<\/strong> di ciascun produttore. Per ogni stufa, le funzioni che possono essere programmate sono sempre le stesse, fermo restando che per alcuni prodotti possono essere previsti dei programmi extra. Vale la pena di ricordare che la stufa, dopo un certo numero di ore di funzionamento, va sottoposta a un controllo da parte di un tecnico specializzato. Una volta <strong>compiuti tutti i controlli del caso<\/strong>, le ore saranno azzerate.<\/p>\n\n\n\n<h2>Il peso e le dimensioni della stufa<\/h2>\n\n\n\n<p>Quando si ha in mente di comprare una stufa, \u00e8 necessario pensare tra l\u2019altro alle sue dimensioni e al suo <strong>ingombro<\/strong>. In molti casi, infatti, \u00e8 necessario installare il dispositivo provando a trovare la migliore armonia possibile con gli arredi e con i mobili gi\u00e0 presenti. Proprio per questo motivo \u00e8 indispensabile valutare con la massima cura gli spazi disponibili. Tra l\u2019altro, occorre ricordare che fra la stufa e gli altri arredi ci deve essere una certa distanza, cos\u00ec da <strong>limitare il pericolo di danneggiamenti<\/strong> o addirittura di incendi. A tal proposito, \u00e8 bene verificare la presenza di dotazioni di sicurezza, come per esempio una maniglia amovibile o un guanto termico per aprire la camera di combustione: tale operazione \u00e8 indispensabile per eliminare le ceneri e, quindi, pulire la stufa.<\/p>\n\n\n\n<h2>La canna fumaria<\/h2>\n\n\n\n<p>Prima di procedere all\u2019installazione di <strong>una stufa a pellet<\/strong> occorre controllare se sia possibile o meno realizzare la canna fumaria, ovviamente nel caso in cui non ce ne sia gi\u00e0 una. Oltre alla canna fumaria c\u2019\u00e8 bisogno di una presa d\u2019aria che deve essere collegata direttamente con la stufa; serve, infine, una <strong>presa elettrica munita di messa a terra<\/strong>. \u00c8 fondamentale che il collegamento elettrico sia accessibile sempre. Bisogna eseguire lo scarico in conformit\u00e0 con le norme in vigore, e a tale scopo \u00e8 opportuno rivolgersi a tecnici fumisti che permettano di certificare l\u2019installazione.<\/p>\n\n\n\n<h2>Collegare la stufa ai termosifoni<\/h2>\n\n\n\n<p>La stufa a pellet pu\u00f2 essere collegata ai termosifoni esistenti solo nel caso in cui si tratti di un modello ad acqua. \u00c8 la cosiddetta <strong>termostufa idro<\/strong>, che comporta una manutenzione ordinaria e straordinaria extra. Se si possiede una caldaia a gas, \u00e8 prevista la possibilit\u00e0 di integrarla senza difficolt\u00e0 alla <strong>termostufa a pellet<\/strong>, in modo da poter riscaldare ambienti molti pi\u00f9 grandi approfittando della distribuzione attraverso il riscaldamento dell\u2019acqua.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il funzionamento di una stufa a pellet pu\u00f2 essere paragonato a quello di una stufa a legna tradizionale, ma ci sono evidenti differenze tra le due soluzioni, sia in termini di capacit\u00e0 di riscaldamento che dal punto di vista delle emissioni inquinanti. 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