Risparmiare con il bonus videosorveglianza 2019 per aziende e abitazioni: le informazioni di cui hai bisogno

Risparmiare con il bonus videosorveglianza 2019 per aziende e abitazioni: le informazioni di cui hai bisogno

Il bonus videosorveglianza 2019 è un incentivo fiscale che fa parte dell’insieme di agevolazioni previste per gli interventi di ristrutturazione, finalizzate a favorire il settore immobiliare e, al tempo stesso, a garantire gli investimenti dei cittadini. Le misure correlate alla sicurezza di un’abitazione privata o di un’azienda rientrano, dunque, nel novero di tali incentivi: si pensi, per esempio, all’installazione di una porta blindata o all’acquisto di un impianto di videosorveglianza. Chi desidera un appartamento più sicuro e al tempo stesso più tecnologico, inoltre, può valutare l’ipotesi di ricorrere a un sistema domotico, grazie a cui sarà possibile gestire i vari impianti della casa, dall’allarme al citofono, tramite dispositivi elettronici integrati tra loro.

Chi può richiedere il bonus videosorveglianza 2019

Il bonus in questione può essere concesso ai proprietari degli immobili in cui i lavori vengono effettuati, ma anche a coloro che esercitano un diritto di godimento sugli immobili. Possono richiedere e ottenere tale incentivo anche i familiari conviventi: non solo i coniugi e i partner di un’unione civile, ma anche i parenti fino al terzo grado. Il bonus videosorveglianza è previsto anche per i coniugi more uxorio e i coniugi separati, ma a condizione che siano assegnatari della casa.

Come funziona

Per maggiori informazioni sul sito Betaelettronica.it si possono trovare tutte le indicazioni di cui si ha bisogno. In pratica, il bonus è pensato per chi ha intenzione di installare nella propria casa un impianto di allarme di videosorveglianza: questo incentivo di natura fiscale garantisce detrazioni al 50 per cento per le spese sostenute, proprio come avviene per gli altri bonus ristrutturazioni. La Legge di Stabilità del 2016 ha introdotto per la prima volta il bonus videosorveglianza, che poi è stato prorogato anno dopo anno, fino al 2019: può essere, quindi, che venga messo a disposizione anche negli anni a venire. Gli interventi contemplati devono essere mirati a prevenire le azioni criminali compiute contro le case private e i loro abitanti: tra gli altri obiettivi, dunque, ci si pone anche quello di proteggere i cittadini e aumentare la loro sicurezza.

Come si richiede la detrazione

Mediante la dichiarazione dei redditi dell’anno seguente rispetto a quello in cui i lavori sono stati eseguiti è possibile richiedere la detrazione. I requisiti da rispettare sono pochi ma rigidi: in primo luogo, è essenziale che il pagamento delle spese avvenga mediante un bonifico parlante, che deve essere eseguito dallo stesso soggetto che vorrà usufruire dell’incentivo e compilerà la dichiarazione dei redditi con l’apposita richiesta.

Che cos’è un bonifico parlante

Il bonifico parlante è così ribattezzato perché deve indicare i dati anagrafici della persona che richiede il bonus e il suo codice fiscale. Inoltre, devono essere specificati il riferimento normativo e la causale che riguarda l’intervento, così come gli estremi della fattura che è stata emessa per i lavori. La detrazione Irpef, qualora venisse concessa, sarà spalmata in dieci rate dello stesso importo, una all’anno per dieci anni.

Il bonus ristrutturazione

Vale la pena di tener presente che il bonus videosorveglianza non è il solo incentivo di cui si può approfittare se si ha in mente di eseguire dei lavori di rinnovamento della propria abitazione o della propria azienda. Per gli interventi di ristrutturazione, per esempio, sono previste detrazioni pari al 50 per cento fino a una soglia massima di 96mila euro, disponibili non solo per i proprietari e i locatari, ma anche per i comodatari. Perfino l’acquisto di elettrodomestici o mobili può diventare più conveniente con uno sconto Irpef per un limite massimo di 10mila euro, sempre che tali acquisti siano correlati a una ristrutturazione.

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