Qual è l’impatto del meteo sull’economia? Le risposte che non ti aspetti

Qual è l’impatto del meteo sull’economia? Le risposte che non ti aspetti

Il meteo è in grado di influenzare l’economia mondiale in misura nettamente superiore a ciò che ci si potrebbe aspettare. Per capirne di più, abbiamo intervistato il team di https://www.meteogiuliacci.it/, che ci aiuta a scoprire fenomeni e tendenze di cui spesso si è poco consapevoli.

Perché il meteo condiziona il contesto economico?

Il Fondo Monetario Internazionale ha da poco pubblicato un rapporto relativo ai potenziali effetti che gli uragani ed eventi meteorologici estremi dello stesso tipo possono avere nei confronti dell’economia. Ebbene, soprattutto gli uragani si dimostrano decisamente pericolosi da questo punto di vista, nel senso che sono in grado di condizionare il trend economico non solo sul breve termine, ma anche sul lungo periodo. Non è un caso che gli uragani Irma e Harvey che hanno devastato gli Stati Uniti due anni fa abbiano causato la perdita di quasi 130mila posti di lavoro.

Il meteo, insomma, fa danni ingenti

I numeri messi insieme dall’International Disasters Database dimostra che in tutto il mondo tra il 2000 e il 2014 i cicloni tropicali hanno provocato qualcosa come 548 miliardi di dollari di danni. Tuttavia, non bisogna pensare solo ai danni più immediatamente visibili e tangibili, ma anche agli effetti sui trend economici. Per tornare agli uragani americani del 2017 di cui abbiamo parlato in precedenza, oltre ai quasi 100 miliardi di dollari di danni è necessario tenere conto anche del rallentamento del Pil che hanno determinato: solo nel terzo trimestre, una discesa di un punto percentuale, in base a quanto è stato calcolato da Goldman Sachs.

Quindi i fenomeni meteo estremi sono da temere non solo per le vite umane che portano via

Sì, anche se queste stime devono comunque essere prese con le pinze. Per esempio quel rallentamento del Pil di cui parlava Goldman Sachs probabilmente è stato recuperato nel trimestre successivo, perché comunque la ricostruzione ha richiesto un impegno economico notevole e quindi moltiplicato gli affari per tantissime aziende. Tuttavia, se si fa riferimento a ciò che viene affermato nel report del FMI, è lecito attendersi che nei prossimi anni tutte le volte che gli Stati Uniti saranno colpiti da un ciclone tropicale si potrà verificare una riduzione di un decimo di punto percentuale del Pil. Nel caso in cui gli uragani fossero particolarmente devastanti, poi, l’impatto sull’economia sarebbe ancora maggiore.

Ci proponete altri esempi che dimostrano come il meteo condiziona l’economia?

Il mercato dell’auto è uno dei più sensibili da questo punto di vista. Un professore dell’Università della California ha realizzato una ricerca che aveva l’obiettivo di misurare gli effetti del meteo nei confronti delle vendite delle macchine. Docente di marketing presso la School of Business Administration dell’ateneo americano, il docente Jorge Silva-Risso ha ipotizzato che se le temperature aumentassero di una decina di gradi le vendite di auto decapottabili potrebbero aumentare di quasi il 9 per cento, mentre si avrebbe una diminuzione di oltre il 2 per cento dei mezzi con la carrozzeria scura.

Tutto abbastanza intuibile, in effetti…

E non è tutto, perché la transizione da un meteo nuvoloso a un tempo soleggiato potrebbe innescare un calo superiore al 5 per cento delle vendite di veicoli con colori scuri. Sempre secondo i risultati dello studio, la neve potrebbe far aumentare del 6 per cento le vendite di mezzi 4 x 4. Per ottenere tali dati, il professore dell’università californiana ha preso in esame il mercato dell’auto degli Usa e, più nello specifico, la vendita tra il 2001 e il 2008 di più di 40 milioni di macchine, tenendo conto sia dei veicoli nuovi che di quelli usati: più o meno un quinto del totale dei mezzi che in quegli otto anni sono stati venduti nel Paese. 

Insomma, prima di comprare la macchina dovremmo guardare fuori dalla finestra…

Di certo il meteo è destinato a condizionare le nostre scelte, anche se magari non ne siamo consapevoli.

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